Ciao a tutti! Sono felice di darvi il benvenuto nella sezione delle domande frequenti, dove risponderò personalmente alle vostre domande più comuni sulla nutrizione e sul benessere. Come biologa nutrizionista, comprendo l’importanza di avere informazioni chiare e affidabili per raggiungere i vostri obiettivi di salute. Qui troverete risposte approfondite e basate sulla scienza a domande che spesso mi vengono poste dai miei pazienti. Spero che queste risposte vi aiutino a comprendere meglio la nutrizione e a fare scelte più consapevoli per il vostro benessere. Se avete ulteriori domande o desiderate approfondire un argomento, non esitate a contattarmi direttamente. Sono qui per aiutarvi nel vostro viaggio verso uno stile di vita più sano e felice.
L’Impedenziometria è un esame non invasivo che consente di analizzare lo stato nutrizionale del paziente, misurando il livello di idratazione e dando una stima della massa grassa e della massa magra attraverso la valutazione del metabolismo basale.
L’esame è fondamentale per i soggetti normopeso, per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, per donne con na massa grassa molto bassa e per persone che necessitano di una ricomposizione corporea al netto della perdita di peso.
L’esame può essere eseguito da tutti, eccetto i portatori di pacemaker o di dispositivi come neurostimolatori e va fatto preferibilmente non dopo il consumo di pasti o dopo l’allenamento.
Al paziente, steso sul lettino, vengono posizionati gli elettrodi su una mano e su un piede. La posizione supina per almeno 10 minuti consente una buona ridistribuzione dei liquidi corporei.
L’Adipometria è un esame che consente di misurare il tessuto adiposo e la fascia muscolare. Pertanto, viene utilizzato in diversi campi, quali: nutrizione, medicina estetica, fisioterapia/riabilitazione, fitness
Si tratta di un esame adatto a ogni paziente, estremamente sicuro in quanto l’adipometro genera onde che non vengono assorbite dall’organismo, ma riflesse. Dunque, non ci sono controindicazioni nella sua costante esecuzione.
L’esame si esegue attraverso l’utilizzo dell’adipometro. Non è invasivo, nè doloroso. Può essere eseguito sia da stesi che in piedi
La Plicometria è una metodica molto diffusa ed utilizzata per la misurazione della massa grassa e della massa magra. L’esame viene eseguito attraverso il plicometro, uno strumento medico manuale che “pinza” la pelle rilevando lo spessore delle pliche cutanee.
L’esame non è assolutamente invasivo e può essere eseguito da chiunque.
L’esame si esegue essenzialmente staccando, attraverso una presa a pinza di pollice e indice, lo spessore adiposo di sottocute nel punto rilevato e marcato, misurando con l’altra mano lo spessore stesso (in millimetri) servendosi del plicometro.
L’Antropometria, come ha dichiarato nel 1995 l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, è un metodo semplice, economico e non invasivo utilizzato per determinare le dimensioni, le proporzioni e la composizione corporea del paziente.
In poche parole, lo stato nutrizionale.
L’esame non è estremamente invasivo e può essere eseguito da chiunque.
Con un semplice metro da sarta vengono prese le misure per le circonferenze, con l’altimetro viene determinata l’altezza del paziente e con una bilancia il suo peso.
GIORNO 1
Pranzo: risotto di zucca e parmigiano con noci croccanti
Cena: pollo al forno con patate e verdure gratinate al forno, brodo vegetale
GIORNO 2
Pranzo: zuppa di fagioli e scarole con crostini all’olio evo
Cena : frittata di zucchine con vellutata di zucca e carote
GIORNO 3
Pranzo: piadina di ceci con Philadelphia, humus di ceci, rucola e funghi
Cena: polpette di alici con broccoli ripassati in padella
GIORNO 4
Pranzo: minestrone di verdure e crostone di salmone affumicato selvaggio e guacamole ????
Cena: zuppa di fave e piselli con bruschette al pomodoro
GIORNO 5
Pranzo: fusilli con broccoli e parmigiano
Cena: filetti di sgombro gratinati, porri gratinati al forno
Ecco 5 consigli pratici che aiuteranno il tuo intestino:
– mangia ad intervalli regolare
– cerca di rispettare una frequenza di 5 pasti al giorno
– non cenare troppo tardi e in particolare evita un pasto ricco di grassi, sono gli ultimi ad essere digeriti e il tuo intestino potrebbe affaticarsi
– mangia lentamente, molto spesso non è un alimento in particolare a causare gonfiore ma l’aria che ingoiamo quando mangiamo voracemente
– associa sempre una verdura ad ogni pasto e se opti per un panino e non hai a disposizione delle verdure cucinate come companatico compra delle carote da sgranocchiare prima del panino
Ecco un esempio di un pasto completo
Antipasto: Vellutata di finocchi, carote con rosmarino olio evo e parmigiano (facoltativo)
Focaccia con sale e olio evo
Piatto unico: Piselli e calamari in una versione rivisitata
I piselli sono ridotti a vellutata mentre i calamari sono cotti al vapore
Durante il ciclo mestruale l’alimentazione può aiutarci nella gestione della sintomatologia, negli “attacchi di fame” e in quei momenti in cui lo zucchero diventa un richiamo costante.
Prima cosa da fare nella fase che va dal primo giorno di mestruazioni fino al 14esimo giorno del ciclo è favorire i grassi buoni come olio evo, frutta a guscio, pesce azzurro e le proteine ad alto valore biologico come carne, uova e legumi.
Durante la seconda parte del ciclo mestruale (15esimo al 28esimo giorno):
– Abbassiamo l’introito di carboidrati semplici e l’indice glicemico del pasto
– Preferiamo verdure che stimolano la diuresi
– Aumentiamo il consumo di alimenti ricchi in zinco (latte, tuorlo, frutta secca), il consumo di Magnesio (verdure a foglia verde e larga, pesce azzurro, legumi) molto importante nella sindrome premestruale e il consumo di vitamina B6 (pesce, tonno, formaggi)
La sindrome premestruale è un disturbo della fase luteale tardiva .
Quali sono i sintomi? Irritabilità, depressione, edema, dolore mammario, cefalea.
Quando iniziano? Tra i 7 e i 10 giorni precedenti le mestruazioni
Quando finiscono? Terminano dopo l’inizio del mestruo
Chi fa la diagnosi? Il ginecologo su base clinica
Come può aiutarci l’alimentazione? Agire su serotonina, calcio e magnesio: aumentiamo quindi l’intake proteico e gli zuccheri complessi, diminuiamo zuccheri semplici, più frutta e verdura, si al cioccolato fondente
Cambiamenti sullo stile di vita: riposo notturno, regolare attività fisica, attività rilassanti come lo yoga
Confrontati con il/la tuo/a nutrizionista per un piano nutrizionale ad hoc per la PMS.
Porridge con fiocchi d’avena (carboidrati complessi) con latte di mandorle, cioccolato fondente (serotonina) granelli di frutta a guscio a scelta (fonte di magnesio) + yogurt greco (fonte proteica)
Crostone di pane tostato, salmone fresco (proteine dall’alto valore biologico), avocado (fonte di grassi), mandorle e noci (fonte di magnesio)
Vellutata di finocchi e carote (azione drenante) con polpette di alici (grassi buoni e vitamina D)
Pancake d’avena con gocce di cioccolato fondente (serotonina) + frutti rossi e banana
Zuppa di legumi misti con crostini all’olio extravergine d’oliva
I plastificanti sono delle sostanze chimiche come i BPA, gli ftalati che ritroviamo in tantissimi oggetti di uso quotidiano, il cui utilizzo prolungato porta ad interferire con il nostro sistema endocrino.
Dove si trovano? Negli utensili da cucina, nei giochi per bambini, negli indumenti, insomma ovunque
Come fare per ridurne l’esposizione?
Limitare l’uso di plastica monouso
Ridurre l’uso di prodotti in plastica PVC
Ridurre il tempo trascorso a giocare con giochi di plastica o elettronici
Limitare il consumo di cibi pronti se preparati e distribuiti in contenitori di plastica
Evitare di utilizzare il microonde con alimenti già conservati in contenitori di plastica
Una volta riscaldati consumare alimenti in contenitori di vetro o ceramica
Limitare il consumo di bottiglie di plastica
Limitare l’uso di pellicole per alimenti
Promuovere attività fisica per i bambini
Fare attività fisica all’aperto
Esistono fattori (evidence-based) dietetici di rischio e fattori dietetici protettivi
Fattori di rischio: alto consumo di grassi saturi, zuccheri semplici, pasti ad alto indice glicemico
Fattori protettivi: dieta mediterranea, elevata assunzione di folati, grassi omega 3, verdure di stagione e pesce
L’alcool in gravidanza è un riconosciuto e grave rischio per il feto, con un grave ritardo di sviluppo “Sindrome feto alcolica”
Quindi alcool in nessuna forma e quantità. Le evidenze scientifiche mostrano l‘associazione del consumo di alcool con il rischio di malformazioni congenite, deficit di crescita e aumentato fabbisogno di folati.
E’ nato così il Decalogo che fornisce informazioni scientificamente valide utilizzando un linguaggio comprensibile con l ‘obiettivo di ridurre anomalie congenite in primis attraverso l ‘informazione sui rischi derivanti dall’esposizione ad alcuni fattori nutrizionali e ambientali.
1. Controlla peso e glicemia
2. Una dieta ricca di folati e la supplementazione con acido folico, nei modi e tempi giusti, contro alcune malformazioni del sistema nervoso
3. La vitamina B12 è indispensabile per utilizzare al meglio acido folico e folati
4. Lo iodio è indispensabile per la crescita del bambino e per lo sviluppo del cervello
5. Supplementi, integratori, alimenti salutistici: solo se c’è una carenza specifica
6. Previeni la toxoplasmosi e la listeriosi
7. Evita vino e alcolici in gravidanza
8. Consuma il pesce in modo intelligente (raccomandazioni EFSA)
9. Attenzione in cucina: cottura e contenitori
10. Riduci il consumo di bevande contenenti caffeina
Gli alleati della dieta in menopausa sono gli alimenti ricchi in calcio e vitamina D :
- latte intero – una porzione (125 gr) contiene 149 mg di Calcio
– yogurt intero 125 gr contiene 150 mg di calcio
– parmigiano 50 gr contengono 552 mg di Calcio
– alici 150 gr contengono 222 mg di Calcio
– acqua 2 L contengono 140 mg di Calcio
Salmone
Sgombro
Aringa
Tonno
Pesce Spada
Uova
Rispondi a queste domande:
– bevi circa 2 litri di acqua al giorno?
– fai pasti regolari? 4-5 volte a giorno?
– la tua routine è sempre diversa?
– trascuri lo stimolo quando lo avverti?
– fai un pasto completo ricordando come riferimento il piatto sano?
– quanto ti muovi durante la giornata?
CLIMATERIO è la fase che precede, segue e accompagna la menopausa che può durare dai due agli otto anni. Inizia tra i 40 e i 50 anni
Caratterizzato dalla progressiva diminuzione della funzionalità ovarica
PREMENOPAUSA è la fase che precede la menopausa di circa 10 anni e si verifica tra
i 40 e 50 anni in cui si instaura la transizione dalla regolarità ciclica della donna a comparsa di cicli irregolari e si conclude con l’ultima mestruazione
PERIMENOPAUSA è il periodo che inizia con la comparsa dei sintomi e o segni e si estende fino all’anno successivo all’ultima mestruazione
MENOPAUSA è la scomparsa del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi è l‘elemento che contraddistingue l’ingresso della donna in menopausa
Si verifica in genere tra i 46 e i 55 anni
POST-MENOPAUSA è il periodo compreso tra l ‘avvento della menopausa e la senilità (65 anni)
Che tipo di dieta seguire?
• Basso indice glicemico
• 5-6 pasti al giorno
• Orari precisi
• Limitazione nella scelta della frutta
• Schema dietetico 7/7
• Limitazione degli zuccheri semplici
• Integrazione
• 30 min di camminata al giorno
• Bassa percentuale di CHO
• Utilizzare cibi che contengono isoflavoni per bilanciare il calo degli estrogeni
L’estroboloma è l ‘insieme di batteri in grado di modulare il ricircolo enteroepatico di estrogeni ed influenzare così i livelli circolanti di questi ormoni e la loro secrezione.
I batteri dell’estroboloma producono un enzima che trasforma gli estrogeni nella loro forma attiva, capace di legarsi ai recettori degli estrogeni ed influenzare così i processi estrogeno- dipendenti
Pazienti con situazione di eubiosi (intestino in equilibrio per intenderci) l’estroboloma produce la giusta quantità di enzima capace di mantenere attiva la funzione degli estrogeni che sappiamo diminuire in maniera fisiologica in menopausa.
Nelle Pazienti con disbiosi intestinale tutto ciò non avviene con conseguente carenza di estrogeni liberi .
Una buona regolarità intestinale condiziona positivamente l’entrata in menopausa aiutando anche la sintomatologia
Cosa fare?
Seguire un regime dietetico ad hoc
Bere 2 L di acqua al giorno per aiutare la regolarità intestinale
Camminare almeno 20 min al giorno
Limitare il consumo di zuccheri semplici
Non far mai mancare le verdure ai pasti principali
La diastasi addominale consiste nella separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale, le quali si allargano, allontanandosi della linea mediana.
Fattori di rischio per le donne in stato di gravidanza:
l’età della gestante superiore ai 35 anni;
il feto con un peso elevato;
la gravidanza gemellare;
altre gravidanze precedenti
I sintomi “funzionali” che la diastasi dei retti può provocare sono:
– dolori alla schiena che si affatica più del normale a causa dell’instabilità della colonna o sensazione che sia debole e affaticata
– dolori alle anche e al bacino
– incontinenza
– ernia
– gonfiore
– nausea
– difficoltà digestive
– difficoltà respiratorie
– peristalsi molto evidente a occhio nudo
– postura da iperlordosi
– senso di pesantezza al pavimento pelvico
